Hai valutato tutto con attenzione. Hai fatto mentalmente l’elenco dei pro e dei contro, hai considerato le possibili conseguenze, magari ne hai parlato anche con qualcuno di cui ti fidi e, alla fine, hai concluso che quella fosse la scelta più sensata.
Sulla carta non faceva una piega.
Eppure, qualche settimana o qualche mese dopo, ti è capitato di chiederti:
«Ma perché ho detto sì?»
Può succedere con un lavoro che sembrava rappresentare un’opportunità imperdibile, con una collaborazione che aveva tutte le caratteristiche per funzionare, con un progetto nel quale avevamo deciso di investire tempo ed energie o persino con una scelta molto più piccola, di quelle che facciamo continuamente nella vita quotidiana.
Quando accade, spesso la prima cosa che mettiamo in discussione siamo noi stessi.
Forse non so decidere.
Forse agisco troppo d’impulso.
Forse avrei dovuto pensarci di più.
Oppure, al contrario, forse penso troppo e dovrei imparare a fidarmi maggiormente dell’istinto.
Così, alla decisione successiva, cerchiamo di fare meglio: raccogliamo più informazioni, analizziamo ancora più attentamente ciò che potrebbe accadere, chiediamo altri pareri e proviamo a eliminare ogni possibile margine di errore.
Ma c’è una domanda che raramente ci facciamo.
E se non fossimo tutti fatti per decidere nello stesso modo?
Siamo cresciuti con l’idea che una buona decisione sia soprattutto il risultato di un buon ragionamento. Più informazioni possediamo, più siamo capaci di valutarle con lucidità e maggiore dovrebbe essere la probabilità di scegliere bene.
E in moltissimi ambiti è certamente così.
La mente è uno strumento straordinario: ci permette di analizzare una situazione, confrontare possibilità, raccogliere informazioni, prevedere conseguenze e imparare dall’esperienza. Il problema nasce quando le chiediamo non soltanto di aiutarci a comprendere una scelta, ma anche di dirci quale sia la scelta corretta per noi.
Perché le due cose potrebbero non coincidere.
Una decisione può essere perfettamente logica, conveniente e persino condivisa dalle persone che ci conoscono meglio e, nonostante questo, non essere quella giusta per noi.
È proprio qui che il BG5 introduce una prospettiva che trovo particolarmente interessante: non tutti arriviamo alla chiarezza nello stesso modo.
Il consiglio giusto per qualcuno può essere sbagliato per te
Pensa a quante volte abbiamo sentito frasi come:
«Fidati del tuo istinto.»
«Non decidere sull’onda del momento.»
«Dormici sopra.»
«Cogli l’occasione, perché certi treni passano una volta sola.»
«Se hai così tanti dubbi, significa che non è la cosa giusta.»
Sono tutti consigli che possono contenere una parte di verità e che, probabilmente, hanno funzionato benissimo per qualcuno.
Il problema nasce quando li trasformiamo in regole universali.
Nel BG5, infatti, uno degli elementi più importanti della mappa personale riguarda proprio il modo in cui ciascuno di noi può arrivare a una decisione affidabile per sé.
Viene chiamata Strategia Decisionale.
Non entrerò qui nelle diverse modalità, perché il punto non è imparare un nuovo sistema di regole né cercare di riconoscersi in una descrizione. Quello che mi interessa è qualcosa di molto più semplice: comprendere che il processo attraverso il quale tu arrivi alla chiarezza potrebbe essere profondamente diverso da quello di un’altra persona.
Per qualcuno è importante non decidere nel momento in cui l’emozione è più intensa e lasciare che passi del tempo prima di arrivare alla chiarezza; qualcun altro può riconoscere una risposta molto più immediata, che non nasce da un lungo ragionamento mentale. Per altre persone il processo può essere ancora diverso.
Non c’è un modo migliore.
C’è un modo che può essere più coerente con il proprio funzionamento.
Più cerchiamo certezze, più rischiamo di perderci
Questo cambia anche il modo in cui possiamo guardare alla nostra indecisione.
Se ho imparato che per essere una persona affidabile devo sapere immediatamente cosa voglio, potrei sentirmi in difetto ogni volta che ho bisogno di tempo.
Se invece ho l’abitudine di analizzare qualsiasi scelta fino allo sfinimento, potrei continuare ad aspettare che la mia mente raggiunga quella certezza assoluta che, forse, non arriverà mai.
Oppure potrei dire sì a un’opportunità perché tutti intorno a me la considerano straordinaria e avere paura di perderla, anche quando qualcosa dentro di me non sta andando nella stessa direzione.
È qui che si crea un paradosso: più abbiamo paura di sbagliare, più cerchiamo certezze e, più cerchiamo certezze nel posto sbagliato, più rischiamo di allontanarci dal modo in cui naturalmente possiamo arrivare a una decisione corretta per noi.
Non perché pensare sia sbagliato.
Non perché dovremmo smettere di valutare le conseguenze delle nostre scelte.
Ma perché analizzare una decisione e prendere una decisione non sono necessariamente la stessa cosa.
Forse non sei tu che non sai decidere
Nel primo articolo di questa serie ci siamo chiesti quanto di ciò che continuiamo a fare sia davvero una nostra scelta e quanto, invece, possa nascere da automatismi, pressioni e condizionamenti.
Questa volta possiamo fare un passo in più.
Forse il problema non è semplicemente imparare a scegliere meglio, diventare più sicuri o smettere finalmente di avere dubbi. Forse una parte della difficoltà nasce dal fatto che abbiamo trascorso buona parte della nostra vita cercando di prendere decisioni nel modo in cui ci è stato insegnato, senza sapere che potrebbe non essere il nostro.
Ed è una prospettiva che, almeno per me, cambia molto la domanda.
Non più soltanto:
«Qual è la scelta giusta?»
ma:
«Come riconosco una scelta che è giusta per me?»
È qui che conoscere la propria Strategia Decisionale può diventare uno degli aspetti più concreti di una lettura BG5, perché non serve a consegnarti una risposta già pronta e non decide al posto tuo. Ti offre piuttosto una chiave per iniziare a riconoscere come puoi arrivare tu alle tue decisioni, senza dover necessariamente utilizzare il modo di qualcun altro.
Forse, allora, non sei una persona che non sa decidere.
Forse nessuno ti ha mai insegnato a riconoscere come arriva, per te, una decisione corretta.
Se vuoi conoscere la tua Strategia Decisionale e comprendere come questo aspetto si inserisce nel funzionamento complessivo della tua mappa, puoi approfondire la lettura BG5.