Quando non puoi fare altro che ascoltarti

Per una decina di giorni ho convissuto con una febbre che andava e veniva.
Di solito arriva la sera, ma a volte decide di farsi sentire anche durante il giorno, così, senza preavviso.

E in questi giorni ho capito che era il momento di ascoltarmi.

Ci sono momenti in cui la vita ti ferma senza chiederti se sei d’accordo.
Non hai programmato nessuna pausa, nessun ritiro, nessuna “vacanza spirituale”.
Semplicemente il corpo dice stop.

E lì è successo qualcosa di interessante: mi sono accorta di quanto siamo abituati a misurare il nostro valore in base a quello che riusciamo a fare.

  • quante cose ho concluso oggi
  • quante persone ho aiutato
  • quanti impegni ho rispettato

E quando arriva la febbre, l’influenza, la stanchezza profonda o qualsiasi altra cosa… ti rendi conto che la vita è altro da quello che stavi facendo.

In questi giorni, inoltre, mi sono accorta di un’altra cosa: la vita non si ferma perché io mi fermo.
Continua a respirare anche attraverso di me, così come sono, con il pigiama, il termometro e i ritmi scombussolati.

Non siamo solo la “bolla che ci creiamo”

Nel mondo della crescita personale si sente spesso dire che “ci creiamo la realtà”, che “tutto dipende da noi”.
C’è una parte di verità, ma se la prendiamo alla lettera rischiamo di trasformarla in una nuova forma di colpa:

  • “Se sto male è perché ho sbagliato qualcosa”
  • “Se sono malata, vuol dire che non sono abbastanza consapevole”

No.

Ci sono esperienze che non controlliamo a livello consapevole: un virus, una febbre improvvisa, un corpo che chiede una sospensione.
Quello che possiamo scegliere è come stare dentro quello che succede.

In questi giorni, tra una linea di febbre e l’altra, non ho sentito il bisogno di capire “perché me lo sono creata”, anche se ci ho pensato molto.
Ma a un certo punto ho smesso di pensare e ho cominciato a “godermi” questo momento, smettendola di farmi qualunque domanda e qualunque pensiero.

Quando non produci… sei ancora degno di esserci

Mi sono resa conto che facevo quasi più fatica a non scrivere la newsletter che a scriverla.
Come se, saltando un appuntamento, stessi mancando a un dovere, a una versione ideale di me: quella sempre presente, sempre costante, sempre ispirante.

Ma la verità è che anche questa è un’illusione sottile.
Non siamo qui per essere perfetti, neanche nel percorso spirituale.
Siamo qui per essere veri.

E a volte la verità è:

Oggi non ho energie.
Oggi il corpo ha bisogno che io lo ascolti.
Oggi non sono brillante, ma posso essere sincera.

Magari è capitato anche a te, in altri modi:

  • un periodo in cui non riesci a stare dietro a tutto
  • un progetto lasciato in sospeso
  • una pratica interiore che senti di aver “trascurato”

E subito quella voce che ti accusa…
Ecco, forse il primo passo è smettere di crederle.

E ora un piccolo invito per te

Ti propongo un mini-esercizio da fare oggi o quando preferisci:

  1. Pensa a un ambito della tua vita in cui ti senti “in ritardo” o “in difetto”.
    Non forzare: lascia che emerga da solo.
  2. Osserva le frasi che la tua mente ti dice.
    Sono accuse? Pretese? “Dovresti essere già oltre…”?
  3. Sostituiscine una con una frase più gentile.
    Qualcosa del tipo:
    “È ok essere qui, esattamente dove sono.”
    “Posso scegliere un passo piccolo, senza dover dimostrare nulla.”
    “Anche così, merito di esserci.”

Non cambierà magicamente la situazione esterna, ma potrebbe cambiare il modo in cui ti stai guardando.
E, da quel cambio di sguardo, spesso nasce il passo successivo giusto.