Testimonianze

Ilaria, 38 anni, libera professionista

Sono una libera professionista e nella mia carriera mi è capitato di sapere di poter fare di più, ma di non avere la giusta lettura per usarmi al meglio. Grazie alla lettura del BG5 di Manuela ho capito meglio come leggere alcune sensazioni che mi distraevano da ciò che volevo raggiungere. Ora mi è più semplice arrivare dove voglio, perché conosco in modo ancora più approfondito quali sono i miei punti di forza e come gestire le mie debolezze.

Maurizio, 36 anni, commerciale

Ho avuto l’opportunità di fare diversi appuntamenti di coaching con Manuela.

Cosa ho trovato?
Ho trovato una persona capace di ascoltare senza giudizio – la parte più complessa – e che si mette a tua completa disposizione.

Cosa è cambiato?
Dopo ogni appuntamento scendevo in profondità e in consapevolezza. Ma non è filosofia: è piuttosto una consapevolezza che mi ha portato ad agire, passo dopo passo, giorno dopo giorno.

Concretamente, le cose che sono migliorate nel tempo sono state:

  • una maggiore comprensione delle mie dinamiche interne;
  • la capacità di gestire meglio il mio funzionamento nella coppia;
  • riuscire ad ascoltarmi di più e avere maggiore chiarezza sui miei obiettivi.

Manuela ha il potere di capire chi sei, vedere i tuoi talenti e aiutarti a scoprirli. Ogni appuntamento con lei è un piccolo risveglio.

Chiara, 35 anni, commerciale

“Ho smesso di cercare di cambiare me stessa e ho iniziato a comprendermi.”

La testimonianza di Chiara dopo la lettura del suo disegno BG5.

Prima che Manuela mi leggesse il mio disegno BG5, avevo una spiegazione per tutto.

Al lavoro pensavo che gli altri non mi capissero. In famiglia, dopo ogni litigio, mi ritrovavo sempre con le stesse emozioni, le stesse parole e lo stesso punto morto, senza riuscire davvero ad uscirne.

Non avevo raccontato nulla di tutto questo a Manuela. Eppure, mentre mi leggeva il mio disegno, sembrava che stesse descrivendo esattamente la mia vita.

Lo ha fatto con una delicatezza e un’accoglienza tali da farmi sentire libera di fidarmi e di aprirmi, anche nelle mie fragilità.

Durante la lettura continuavo a pensare:

“Ah… ecco perché faccio così.”

Non è stata la scoperta di qualcosa di nuovo.

È stato il riconoscimento di qualcosa che avevo sempre sentito dentro di me, ma che non avevo mai avuto il permesso di chiamare semplicemente “me stessa”.

Per anni avevo cercato di correggere alcuni comportamenti o di nasconderli per paura del giudizio, perché pensavo che ci fosse qualcosa di sbagliato in me.

Oggi posso dire di aver compreso una cosa fondamentale:

non avevo difetti da aggiustare, ma parti di me da conoscere, accogliere e integrare.

Ho iniziato a rispettare i miei tempi, il mio modo di funzionare e, soprattutto, a rispettare me stessa.

Da quel momento è cambiato tutto.

La trasformazione più grande non è stata diventare una persona diversa.

È stata smettere di giudicare la persona che ero già.

Quelle situazioni che continuavano a ripetersi, quella sensazione di non essere capita, hanno iniziato ad assumere un significato completamente diverso.

Non perché il mondo intorno a me fosse cambiato.

Ma perché avevo finalmente smesso di combattere contro me stessa e avevo iniziato a riconoscere la mia unicità.

Grazie, Manu.

— Chiara Zumbo

Silvia, 38 anni – Impiegata

Ero entrata in un automatismo strisciante: la mente accelerava continuamente, accumulavo tensioni e mi sentivo profondamente bloccata, come travolta dagli eventi.

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Elena, 43 anni – Responsabile Marketing

Dall’esterno sembrava che avessi tutto sotto controllo: scadenze rispettate, performance eccellenti, la mia solita precisione. Ma dentro sentivo una stanchezza mentale che non passava nemmeno nel weekend e la netta sensazione di passare le giornate a ‘reagire’ alle emergenze degli altri, senza mai scegliere davvero per me.

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Marco, 51 anni – Libero Professionista e Genitore

Ho sempre fatto della produttività e del ‘dover fare’ la mia bandiera. Gestisco una famiglia, il lavoro, le relazioni, ma ero arrivato a un punto in cui fermarmi era diventato impossibile: se non facevo qualcosa, subentrava un forte senso di colpa e una pressione interna insostenibile.

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